Ci troviamo a Zarzis, Tunisia del sud, e abbiamo da poco concluso con una manifestazione al porto per la libertà di movimento le giornate di iniziative e incontri promosso da “Europe Zarzis Afrique”.

In questo preciso momento, quattro attivisti italiani si trovano alla frontiera con la Libia per verificare una grave violazione dei diritti umani. Le associazioni per i diritti umani tunisine denunciano che un gruppo di 36 migranti ivoriani (21 uomini, 11 donne di cui una una incinta e quattro bambini molto piccoli) sono stati deportati dalla città di Sousse al confine con la Libia e là abbandonati senza cibo ed acqua. L’area in cui si trovano è una zona ad alto rischio militare.

Le associazioni tunisine hanno anche diramato un video che riprende l’abbandono dei migranti nel deserto e un comunicato di condanna. (Vedi link )

Ci associamo a loro e denunciamo questa brutale deportazione che conferma ulteriormente che la Tunisia non può essere considerata un Paese sicuro per i migranti.
Le persone deportate devono essere nuovamente riaccolte in Tunisia e lasciate libere di scegliere dove poter vivere.
Come abbiamo detto questo pomeriggio durante la manifestazione la responsabilità di queste politiche criminali di respingimento e deportazione verso la Libia è dell’Unione europea delle sue politiche di esternalizzazione della frontiera. Da Zarzis pretendiamo la libertà di movimento e il diritto di scegliere dove vivere per tutti gli essere umani.

Firmato:
Europe Zarzis Afrique
Bergamo migrante antirazzista
Campagna Lasciatecientrare
Carovane Migranti
Dossier Libia
Progetto 20k
Progetto Melting Pot Europa
Singoli e singole partecipanti