Prima il mandato di cattura dell’Interpool, poi quello del Ministro degli Interni Bashagha del fronte GNA che vuole mostrare i muscoli dinanzi al popolo libico ed alla comunità internazionale. Infine un posto di blocco alle porte di Tripoli: così Abd al-Rahman al-Milad detto “Bija” è stato arrestato pochi giorni fa.
Personaggio finito sulle cronache nazionali ed internazionali grazie al giornalista italiano Nello Scavo, che ne denunciava la presenza in territorio italiano in occasione del summit sull’immigrazione al Cara di Mineo a Catania, a maggio 2017 (1).

Il rilevante peso specifico del trafficante all’interno del Governo tripolitano, inoltre, è testimoniato implicitamente dalla recente normativa locale (1034/2019) (2) che denunciavamo su Dossier Libia: una legge che sembrerebbe fatta appositamente per il noto trafficante. Una legge violenta, nei confronti dell’Europa e delle sue imbarcazioni, in cui si aumentava sensibilmente il potere della sedicente Guardia costiera libica e del boss locale.
Nonostante la situazione caotica in Libia, nonostante il ruolo della cupola mafiosa capitanata dal trafficante Bija, negli anni sono continuati i finanziamenti e le “formazioni” alla Guardia Costiera libica che si è autoproclamata nel triplice ruolo Guardia, trafficanti e carcerieri.
Perchè in Libia funziona così: i migranti vengono sbattuti nelle carceri senza giusta causa, ogni tot vengono imbarcati nei gommoni ed una volta al largo picchiati e rispediti nelle carceri. Oppure lasciati affogare nel Mediterraneo. Un triplice ruolo, la trinità del male.

Ma i vari Stati europei con il Governo libico hanno continuato a fare affari: dal mezzo miliardo speso dall’Italia (3) al business di armi tedesco (4) e francese (5). Per completare la fallimentare e dispendiosa Operazione Irini (6) che altro non è che nuova cooperazione con la Guardia Costiera locale.
Un puzzle dove viene sempre rimarcata l’incapacità ed il coraggio a chiudere le porte (ed i rubinetti) a Tripoli.
Bija è stato arrestato per contrabbando di petrolio e traffico di essere umani: ma tutti, da almeno tre anni, sapevano chi era.

Il 17/08/2016 un motoscafo attaccava l’imbarcazione umanitaria di Medici Senza Frontiere al largo della costa libica: i due aggressori identificati erano fedeli al trafficante Bija.
Abd al-Rahman Milad detto Bija e la stessa Guardia Costiera sono stati coinvolti in maniera diretta nell’affondamento di imbarcazioni di migranti tramite armi da fuoco. Ha lavorato a stretto contatto con Mohammed Koshlaf ed insieme hanno aperto il rudimentale carcere di Zawiyah dove torture, uccisioni e violenza la fanno da padrone: gli abusi contro i migranti, come denunciato dall’ONU nella conferenza del lontano 01/01/2017 (7), vedono la privazione del cibo e dell’acqua, esecuzioni, torture e divieto di accesso ai più basilari servizi igienici.

I contrabbandieri, il Dipartimento per il contrasto all’Immigrazione clandestina (Department to Counter Illegal Migration) e la Guardia Costiera sono stati direttamente coinvolti in queste violazioni.
Tutti sapevano, tutti hanno fatto finta di non sapere.
La cupola era così formata: il capo della Guardia degli impianti petroliferi di Zawiyah, Mohamed Koshlaf (chiamato anche Kasib o Gsab) molto attivo nel contrabbando di carburante da fornire poi ai trafficanti e che pare abbia avuto un ruolo decisivo nel piazzare Bija a capo della Guardia Costiera.

Accanto, gerarchicamente subordinato, suo fratello Walid Koshlah (noto come Walid al-Hadi o al-Arbi Koshlaf): il contabile della cupola, curatore della parte finanziaria della cosca mafiosa.
Accanto il trafficante Bija, l’ex capo della Guardia Costiera libica, interessato sia del contrabbando di petrolio che del traffico di essere umani. Accanto ai tre, il più indipendente Ibrahim Hneish.
La cricca malavitosa era molto attiva sul fronte libico occidentale, prestando attenzione ai migranti che partono da Agadez: i profughi vengono riuniti a Qatrun, Awbari, Sabha e Murzuq, dove vari gruppi fanno profitto (8).

Membri trafficanti dei Tebu e dei Tuareg controllano i confini. Per i primi, a capo c’erano Adamu Tchéké e Abu Bakr al-Suqi. Per i secondi, Cherif Aberdine (potenziale alias), che controllava la rotta del Murzuq (9). A Shaba il controllo spetta ai membri della Awlad Suleiman, dove i trafficanti più noti sono Mohammed Maatoug e Ali Salek: diversi racconti ne parlano come trasportatori di essere umani e marijuana.
In questo scacchiere è stato di grande peso specifico il ruolo dei trafficanti di Zawiyah, Zuwarah e Sabratah: ovvero i fratelli Koshlaf e Bija. Proprio Sabratah è stato lo snodo principale del traffico di essere umani e delle partenze (in particolare la località Talil Beach).

La cupola dei fratelli Koshlaf e di Bija ha incrementato il proprio potere almeno dal 2014 e il coinvolgimento nel traffico di essere umani risale al 2015, quando Bija è stato coinvolto nell’intercettazione di un barcone di migranti e del conseguimento loro trasferimento nel centro detentivo illegale di al-Nasr, gestito dall’alleato ed ex colonnello Fathi al-Far.
Il business criminale ha avuto lotte intestine locali, tra la cosca di Bija e quella di al-Khadrawi e al-Lahab. Per rafforzarsi, la cosca di Bija ha avviato una “collaborazione” con l’organizzazione mafiosa al-Haboutate di Warshafana: unione per agevolare il traffico dei migranti e che ha portato l’intensificarsi del traffico sulla rotta Zawiya-Tripoli.

Bija e i fratelli Koshlaf hanno lucrato per anni sui migranti: la comunità internazionale sapeva.
Ma gli affari sono continuati.
Chi ha fatto affari con loro, ha fatto affari con dei trafficanti. Con dei mafiosi.

NOTE:
1 https://www.avvenire.it/attualita/pagine/il-giallo-del-negoziato-segreto-migranti-libia-trafficanti
2 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/laccordo-con-tripoli-non-va-rinnovato-e-un-finanziamento-alla-mafia-libica/
3 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/mezzo-miliardo-di-euro-ecco-quanto-e-costato-allitalia-mantenere-i-campi-di-tortura-in-libia-negli-ultimi-due-anni/
4 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/la-germania-vende-armamenti-alla-libia-per-26-milioni-di-euro-nel-pacchetto-anche-armi-chimiche/
5 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/un-business-da-423-miloni-di-euro-cosi-la-francia-viola-lembargo-e-vende-armi-alla-libia/
6 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/leuropa-inaugura-loperazione-irini-ma-ancora-una-volta-e-cooperazione-con-i-trafficanti-della-guardia-costiera-libica/
7 https://www.securitycouncilreport.org/atf/cf/%7B65BFCF9B-6D27-4E9C-8CD3-CF6E4FF96FF9%7D/s_2017_466.pdf
8 Rapporto ONU 01/01/2017 63/299
9 Rapporto ONU 01/01/2017 63/299

Share and Enjoy !

0Shares
0 0