Ghat era una città del deserto. Sorgeva nel sud ovest della Libia, a pochi chilometri dall’Algeria. Scriviamo “sorgeva” perché è stata spazzata via da una inondazione. Tre giorni di pioggia incessante in una città del Sahara che sapeva a malapena cosa fosse una precipitazione. Tre giorni di pioggia che hanno inondato d’acqua tutte le strade, abbattuto mura e costretto la popolazione a cercare rifugio nelle alture. Tre giorni di pioggia che non sono ancora finiti. Il meteo prevede “precipitazioni abbondanti” tanto oggi quanto domani. E se questo non è un segnale del clima che cambia, ditemi voi cosa è. 

Secondo The Libya Observer, i morti accertati sarebbero 4 ma migliaia di persone mancano all’appello e più di 628 famiglie (2500 persone circa) sarebbero ancora bloccate nella città. La linea elettrica è saltate e le comunicazioni difficili. Si teme un’emergenza sanitaria perché Ghart è rimasta anche senza rete idrica e l’acqua potabile si è mescolata con quella piovana. Nessuna notizia giunge da molti villaggi che sorgevano nelle vicinanze di Ghat e che sono stati colpiti dall’inondazione. 

La guerra in corso, rende praticamente impossibile organizzare gli interventi di soccorso. I nostri contatti in loco, ci raccontano che molti volontari libici si stanno recando a Ghat per prestare soccorso alla popolazione ma la guerra in corso, l’assenza di presidi di associazioni umanitarie come la Croce Rossa, rende praticamente impossibile pianificare razionalmente gli interventi. 

(Le immagini ci sono state spedite da un nostro contatto a Ghat. La bassa qualità è dovuta alle difficoltà di connessione)