L’emergenza Covid-19 non ferma la ferocia dei trafficanti, la raddoppia.
Più di 250 profughi sono stati abbandonati nel deserto dai trafficanti nella rotta che dal Niger porta alla Libia: l’attraversamento del Sahara è il passaggio terrestre più pericoloso, il più sfiancante, il più mortale.
Decine su decine di persone vengono ammassate sui pick-up: senza scorte di acqua e di cibo, col pericolo di cadere dal mezzo e morire di sete e di fame in mezzo alla sabbia, la disperazione e l’abbandono. A questo si aggiungono i militari dell’esercito libico, cecchini masochisti con la macabra usanza degli spari indiscriminati verso i migranti.

Un cocktail di una disumanità disarmante nella sua essenza più feroce.
La rotta presumibilmente tracciata è la via Agadez – Dirkou, che porta a Madama e prevede l’ingresso in Libia tramite il distretto di Murzuch, a due passi dal confine nigerino. Precisamente attraverso il villaggio Tummo.
E’ l’itinerario di morte previsto per i migranti dell’Africa subsahariana, nigeriani maliani senegalesi su tutti.

Proprio a Madama, nel nord-est del Niger e vicino al confine libico, sono stati avvistati 250 profughi abbandonati senza pietà dai trafficanti: provenienti in maggioranza dalla Nigeria (104), dal Ghana (53) e dal Burkina Faso (34). Da registrare anche la presenza di un bambino, assistito dal personale di protezione dell’OIM.
Madama è diventato avamposto francese nel contrasto ai flussi migratori: qui si miscelano militari del Niger (circa 500 unità) e quelli della Francia (la presenza di almeno 200 soldati è fissa). Azione che sottolinea l’accrescersi costante della presenza di Parigi sul territorio nigerino, da sempre obiettivo e prerogativa dei vari Governi transalpini. E’ un modus operandi teso a rafforzare l’influenza nell’Africa Occidentale e che segue la nascita ed il successivo irrobustimento della coalizione Sahel, che vede l’Eliseo a capo e Ciad, Mauritania, Burkina Faso, Mali e Niger al seguito.

Quest’ultimo è infatti, ad oggi, una frontiera africana con vestiti europei: sono in molti gli Stati membri UE che mandano forze e trasporti militari a Niamey, creando di fatto il più grande hotspot del mondo con risultati ad oggi deficitari.
L’Italia stessa nel biennio 2017-2018 ha inviato al Governo nigerino 470 soldati, 150 mezzi e 2 aerei per addestrare le guardie di frontiera, creare una pista di atterraggio per i rimpatri dall’Europa, allestire un centro di accoglienza e creare una base di controllo Niger-Ciad.
Per i migranti l’attraversamento della frontiera è diventato decisamente più pericoloso e più rischioso: nel sistema di frontiera poliziesco instaurato per tamponare i flussi, assumono più peso specifico le organizzazioni criminali che di fatto gestiscono il business dell’immigrazione con viaggi più tortuosi e più pericolosi. E talvolta, come i 250 profughi abbandonati nel Sahara, vengono adottate misure più feroci: si fanno pagare e a metà tragitto lasciano crepare le persone con la bocca che diventa cenere e lo stomaco con le budella che si contorcono.

Le persone abbandonate settimana scorsa sono state aiutate dall’OIM, che sta facilitando il trasporto verso Agadez fornendo loro cibo ed acqua durante l’ennesima rotta dell’ennesimo sfiancante itinerario verso un futuro che non c’è.
Saranno ospitati presso lo stadio per un periodo di quarantena di 14 giorni: si, perchè anche in Niger è arrivato il nemico Coronavirus, con 79 contagi confermati(1). E qui la situazione è critica: il Paese è ultimo nel Childhood Index Rankings(2). Significa che questo è il posto dove l’infanzia di un bambino è a più rischio nel mondo intero.

Il suo sistema sanitario è al 132° (3) e la sanità statale nella risposta rapida alla diffusione di un’epidemia risulta 179° (su 195 Stati).
I profughi soccorsi a Madama sono assistiti nei centri di transito IOM in Niger, nell’ambito del meccanismo di risorse e risposta per i migranti. Il progetto è sostenuto dall’UE e dal Ministero degli Affari Esteri dei Paesi Bassi (Nederland in Afrika).
L’emergenza Covid-19 unita alla fuga disperata di migliaia di persone da situazioni di vita insostenibili e da guerre mai placate (nonostante la richiesta del cessate il fuoco nel mondo da parte dell’ONU) pone interrogativi seri ed urgenti.
I Paesi Occidentali e quelli più ricchi economicamente, ossia il G20, devono dare risposte adeguate alla gravissima situazione in atto: unire il Covid-19 ai trafficanti sarà un cocktail incendiario.
E’ fondamentale creare il prima possibile nuovi e numerosi corridori umanitari.

NOTE

(1) Dati aggiornati al 03/04/20 ore 13:17

(2) The many face of exclusion, Save The Children, https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/le-tante-facce-dellesclusione

(3) GHS INDEX, Global Health Security Index, Building Collective Action and Accountability, 2019

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