Fino ad oggi nessuna discontinuità del Governo Conte bis rispetto alle politiche di Salvini e Minniti

Domenica 2 febbraio il memorandum tra l’Italia e la Libia, sottoscritto nel 2017 dal Governo Gentiloni con il governo di Tripoli di Fayez al Sarraj, verrà prorogato per altri 3 anni.

Il memorandum, voluto dal ministro dell’interno Minniti per contrastare “l’immigrazione clandestina” (sic!), in questi anni ha ricevuto critiche e condanne da più parti, perfino dalle agenzie internazionali per i diritti umani. Nella sostanza prevede una stretta collaborazione con la Guardia Costiera Libica, ovvero con quelle milizie libiche che sono impegnate nel traffico di esseri umani, di armi e petrolio, perlopiù mercenari al soldo del signore della guerra di turno, come è stato ampiamente documentato in inchieste di giornalisti che hanno fatto venire a galla le scomode verità. E che per questo sono stati minacciati di morte proprio da coloro che ricevono soldi, equipaggiamento e addestramento dalla Stato italiano [1].

Come è dettagliatamente riportato dal nostro “DossierLibia”, nel Paese che si affaccia sul Mediterraneo, non esiste nemmeno una parvenza di rispetto dei diritti fondamentali delle persone migranti: detenzione, torture, violenza, estorsioni, stupri e dallo scorso anno anche bombe che piovono sui centri, sono la normalità.

Questo infame accordo, insieme alla riapertura dei CPR “uno in ogni regione” e l’inizio della campagna di criminalizzazione delle Ong impegnate nei salvataggi nel Mediterraneo, furono il punto più basso, di non ritorno, della politica del centrosinistra di questi ultimi anni. Di fatto, costruirono le fondamenta da cui partirono i pilastri delle politiche criminali portate avanti dal trio Salvini-Di Maio-Conte nei confronti delle persone migranti e in generale contro gli ultimi, i più poveri.

Un’architettura inaccettabile che la nuova compagine governativa PD-Cinque Stelle-Leu avrebbe potuto e dovuto mettere in discussione. Ma che per pavidità e cinismo politico fa finta di non vedere, continuando così a rendersi complice di crimini contro l’umanità.

Ribadiamo per l’ennesima volta che il memorandum Italia-Libia va immediatamente revocato perché la Libia non può essere considerato un “Paese terzo sicuro” e che è necessario un piano immediato di evacuazione verso gli Stati europei delle persone detenute illegittimamente nei centri libici.

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