Il Governo di Tripoli risponde alle pesantissime accuse mosse dagli osservatori delle Nazioni Unite che nell’ultimo rapporto hanno denunciato le terrificanti condizioni e dei migranti in transito nel territorio libico. E lo fa per bocca del portavoce della Marina Libica, Ayoub Qasim, che risponde accusando a sua volta l’Onu di “fare pressione per scaricare il problema dei migranti alla Libia”. 

Da sottolineare che Ayoub Qasim non prova neppure a contestare le terrificanti denunce degli osservatori delle Nazioni Unite che, nel loro rapporto, hanno documentato pratiche quotidiane di torture, stupri, uccisioni di massa e rapimenti a scopo di estorsione, condotti tanto da gruppi di trafficanti quanto dalla polizia e dalle milizie regolari, ma si limita a rimarcare come “le organizzazioni internazionali giocano la carta dei diritti umani applicando due pesi e due misure senza prendersi la briga di affrontare le cause della questione, concentrandosi solo su quanto accade ai migranti che usano la Libia come corridoio di transito verso altri Paesi”. 

Di seguito, le dichiarazioni del portavoce della Marina, riportate da The Libia Observer

Libyan Naval Spokesman criticises UN report on migrant situation in Libya

Libyan Naval Spokesman Ayoub Qasim criticised the UN report, regarding its concern about the situation of migrants in Libya, saying that this report is part of the pressure exerted for settling migrants in Libya.

“All international organizations and others are applying double standards in implementing their plans, aimed at settling migrants in Libya, by playing the human rights card, from time to time,” Qasim said in a press statement.

He stressed that this method is rejected by all Libyans, explaining that these organizations have shown no meaningful work to address the causes of the problem, as most of its attention is focused on migrants who use Libya as a transit corridor to other countries.