L’Arabia Saudita è coinvolta attivamente in Libia, dove appoggia Haftar ed il suo partito politico LNA. Morte, distruzione, omicidi di attivisti e la recente scoperta delle fosse comuni a Tarhouna (vedi Dossier Libia).

E’ partecipe del conflitto siriano, dove nel ginepraio di alleanze e tradimenti c’è lo zampino di Re Salem. Ed è leader della coalizione sunnita che sta massacrando senza pietà il popolo dello Yemen da anni.

Un Paese guerrafondaio, improntato su due tipologie di politiche: all’interno, repressione e dittatura. All’esterno, aggressioni e attacchi indiscriminati. Due facce di una stessa medaglia sporca di sangue di civili innocenti.

Nonostante questo gli Stati membri UE fanno affari a peso d’oro con i sauditi: dalle miliardarie commesse di armi vendute dalla Francia (Vedi Melting Pot), agli affari d’oro della Germania.

Un business di soldi su soldi, un business di morte.

In queste ore la Bahri Abha, squalo di ferro di 225 metri per 32,3, è attraccata a Genova in zona Sampierdarena.

E’ tipologia Ro-ro cargo, ossia attrezzata per scaricare cingolati, e trasporta cargo “Hazard A – Major”, ovvero armamenti.

Ha una capacità di carico di 50.714 tonnellate ed è di recentissima costruzione (2013).

E’ partita dal Brasile, da Salvador (03/07/20). Poi itinerario americano (Houston, Brunswick, Dundalk) ed infine attracco a Genova in data odierna, alle prime luci dell’alba.

Al momento è a Sampierdarena (44°24’15.6″N 8°53’42.7″E), in pieno porto, distante soli 349,9 metri dalla strada (trafficata) SS1.



E’ lecito domandarsi due cose: come può una nave battente Arabia Saudita, che sta commettendo crimini contro l’umanità in più posti, attraccare in Italia?

E come può una nave che porta cargo altamente pericoloso essere accolta a soli 350 metri da una strada trafficata?

E’ il tempo di chiudere i porti ai sauditi.

E’ il tempo di chiudere i porti ai signori della guerra.

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