Succede che una nave, la Bahri Jazan, da fine anno gira per il mondo caricandosi di armi come un mulo: dopo due mesi passati a girovagare decide di giocare a nascondino, perchè da nascondere ha molto.

L’imbarcazione saudita ha iniziato il suo itinerario a fine dicembre, quando ha attraccato a Durban nel Sudafrica (19/12/20) per cominciare a riempirsi di armamenti. Poi Bahia, in Brasile (04/01/21) e scalo in tre porti americani (Pensacola, Wilmington, Dundalk).

Un continuo caricare armamenti, per poi affacciarsi in acque territoriali europee: qui comincia il “gioco” del nascondino.

L’equipaggio della Bahri Jazan comincia a falsare la destinazione, un modus operandi che risulta inquietante: nasconde di dover e voler attraccare a Sagunto, per evitare occhi indiscreti. Cambia le destinazioni. Dice di voler andare direttamente in Italia, senza passare dalla Spagna.

E questo vuol dire che il cargo ha roba grossa, ha armi.

La tarantella va avanti per giorni, fin quando lunedì (01/03/21) l’imbarcazione attracca a Sagunto tra il silenzio del Governo spagnolo ed un’evidente violazione del trattato sul commercio di armi. Situazione spagnola come quella degli altri Stati membri UE, che accolgono le navi della morte dell’Arabia Saudita, non rispettando la Convenzione di Ginevra e il correlato obbligo della sospensione del commercio di armamenti verso quegli Stati che compiono massacri, genocidi e crimini contro l’umanità. Madrid si piega, non rispetta il Trattato sul commercio di armi dell’ONU (ATT), la legge spagnola 53/2007 e la normativa UE 2008/944/PESC: il Governo spagnolo, dal 2015 al 2019, ha venduto armamenti alla coalizione saudita per 2,6 miliardi di euro (1,2 miliardi all’Arabia Saudita e 276 milioni agli EAU).

La Bahri Jazan attracca, poi riparte. Direzione Sete, porticciolo francese sito in Occitiana. Poco dopo riapre i motori, direzione Genova, dove sta attraccando in questi minuti.

E’ un itinerario simile a quello della Bahri Yanbu (1), denunciata più volte all’interno di Dossier Libia e Melting Pot Europa, che a Genova ha fatto tappa più volte. O della gemella Bahri Abha (2), che piena di armamenti si fermò a 350 metri dalla statale genovese di Sampierdarena.

E’ stimato che la Bahri Yanbu dal 2015 ha trasportato materiale bellico in almeno dieci viaggi sulla rotta USA-Arabia per un valore complessivo di 360 milioni di dollari, ed in questi viaggi la tappa nei porti europei è tassativa: che sia Anversa, che sia Santander o Sagunto, che sia Le Havre oppure Genova.

La gemella Bahri Abha, invece, pare abbia fatto otto viaggi sull’asse USA-Arabia, anche qui con tappe intermedie europee: armi trasportate per un valore di 143 milioni dall’inizio del conflitto yemenita.

L’amministrazione Trump ha affermato, fin dal suo insediamento, che non avrebbe rispettato i termini del Trattato sul commercio di armi, e implicitamente ha quindi confermato il commercio con quegli Stati autori di crimini contro l’umanità. L’amministrazione Biden cambierà registro e rispetterà la normativa? Sembra sia cambiato Presidente, ma identica è la prassi (Bahri Jazen docet).

L’Italia, invece, nelle settimane scorse ha revocato la licenza della vendita di armi ai sauditi: è però paradossale che viene permesso il transito e l’attracco a navi dell’Arabia che trasportano armamenti.

Le navi saudite con “cargo A” utilizzano le armi soprattutto in Yemen, dove la situazione è collassata completamente: 9.000 civili ammazzati, più di 10.000 feriti, più di due milioni hanno la casa in macerie e sono senza tetto, 22 dei 30 milioni di yemeniti necessitano di aiuti umanitari e sono 400.000 i bambini che sono malnutriti: a questo si aggiunge l’epidemia di colera ed il Covid19. Una situazione disastrata e disastrosa (3).

E’ un atto di dovere verso la normativa italiana ed europea chiudere i porti alle navi della morte, che sono stati fin troppo aperti alla Bahri ed alle sei sorelle (Yanbu, Tabuk, Jazan, Jeddah, Abbah, Hofuf).

C’è chi parla di Arabia Saudita come nuovo Rinascimento, accostandogli la famiglia Medici e le opere d’arte di Botticelli, Buonarroti, Leonardo da Vinci: in realtà il governo di Riyad è una fabbrica di schadenfreude, ossia creare sofferenza e trarne piacere. Una sadica industria di morte, mutilazione e distruzione.

L’Europa tutta deve troncare ogni affare con i sauditi.

NOTE:

1 https://www.meltingpot.org/La-nave-saudita-Bahri-Yanbu-carica-di-armi-e-in-arrivo-a.html?fbclid=IwAR2yz8BrC7x8pGI68UNCD96FDCu_P-IjRBBBq5VJM9mQd66UNTVxXH6eTG0#.YEDDLo5KjIU

2 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/la-nave-bahri-abha-attravva-a-genova-carica-di-armi-limbarcazione-saudita-si-e-fermata-a-sampierdarena-a-3499-metri-dalla-strada-cittadina-ss1/

3 https://www.es.amnesty.org/actua/acciones/espana-armas-yemen-abr18/

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