Il Covid-19 arriva a 209.839 casi nel mondo, 8.778 vittime e 169 nazioni ormai raggiunte (1). L’Europa è ormai il focolaio principale, l’Italia il Paese più ferito, non solo del continente ma del globo.
In Africa il virus si sta espandendo, non rapidamente come i bollettini odierni dell’Occidente, ma comunque velocemente: nella fase embrionale del contagio i numeri rimangono inizialmente contenuti per poi aprirsi in tutta la loro violenza cieca.
I contagi nel continente africano sono 644 (+326 rispetto al 16/02/20) ed in costante crescita rispetto ai giorni scorsi: aumentano a braccetto anche il numero degli Stati in cui il virus si è subdolamente insediato, 36 (+10 in meno di una settimana).
In 24 casi la diffusione è per “imported cases only”, ovvero causata da persone esterne alla nazione di riferimento e quindi esportato dai Paesi occidentali e/o orientali. In 12 casi invece è “local trasmission”, ovvero a trasmissione locale.
Gli ospedali insufficienti ed inefficienti fanno salire il livello di allerta, perché se in Europa è una tragedia immane in Africa il rischio concreto è quello di un’ecatombe(2): emergono ed emergeranno a galla le criticità del continente africano e l’inutilità degli aiuti passati dell’UE.
La cooperazione internazionale, sostituita goffamente da finanziamenti discutibili, porterà alla luce la disfunzione delle amministrazioni locali ed interregionali africane colpite dalla più feroce corruzione. Di conseguenza, la completa assenza di coperture sanitarie che porteranno alla morte migliaia se non milioni di persone con un reddito misero. Quindi, la stragrande maggioranza della popolazione.
L’UE frammentata mostra debolezza internamente, l’ha dimostrato ampiamente nei giorni dell’emergenza Coronavirus: le scellerate dichiarazioni della Lagarde che portavano la Borsa di Milano a chiudere al -16,9% nella peggiore seduta della sua storia, il blocco infame alle esportazioni di materiale sanitario verso il nostro Paese, i tentennamenti per i finanziamenti da versare agli Stati preda dell’attacco del Covid-19, Italia in primis. Situazione così acre che il Presidente della Repubblica pubblicava una dura nota in cui si auspicava politiche di solidarietà “e non mosse che possono ostacolarne l’azione”(3).
Questa visione cinica dell’UE è il modus operandi anche in politica estera: è di fatto il riflesso a quanto succede in politica internazionale. Ovvero trattare il problema mostrando freddo cinismo oppure cercando scorciatoie che, prima o poi, portano ad un vicolo cieco.
E’ un triste tratto distintivo dell’Europa e dei suoi Stati membri.
Dall’accordo fallimentare UE-Turchia(4) al nuovo finanziamento di 663 milioni ad Erdogan(5), dal mezzo miliardo di euro sborsato dagli italiani ai libici per il mantenimento dei centri detentivi(6) alla vendita illegale di armi alla Libia da parte della Francia(7). Oppure gli accordi milionari della Germania con Egitto(8) e Turchia(9), o quelli dell’UE con l’Eritrea di Afewerki(10).
La lista è infinita: dare miliardi di euro a chi genera profughi per tenere buoni i dittatori e bloccare quegli stessi profughi generati dalla violenza dei cofirmatari.
Questa visione miope dettata dalla fobia degli sbarchi porta all’incremento degli stessi: è un’equazione abbastanza elementare che se si finanziano gli autori delle guerre e dei regimi repressivi aumentano le persone che cercano di fuggire proprio da quelle guerre e e da quelle repressioni.
Se invece s’improntasse una lungimirante cooperazione che punta al miglioramento del welfare state, i tanto temuti sbarchi oltretutto diminuirebbero. E’ elementare.

L’emergenza Coronavirus in un primo momento sta portando una flessione alla curva degli sbarchi migratori, ma è una situazione transitoria: se il virus prenderà piede, la curva subirà un incremento esponenziale e non ci saranno frontiere che tengano.
Il tappo, la Libia, è pronto ad esplodere nonostante i milioni di euro che vengono sganciati ripetutamente. Nel Paese nord-africano non si registrano casi, ma è una statistica farlocca: non esistono controlli, gli ospedali sono a pezzi, autoctoni e migranti già prima dell’esplosione dell’epidemia non rientravano nelle cure sanitarie.
Ad oggi si registrano 18.717 sbarchi, di cui 15.543 via mare (Italia, Grecia, Spagna, Cipro e Malta) e 3.174 via terra (Grecia e Spagna) con una stima di 181 morti.
Il punto di arrivo più gettonato è la Grecia (9.369), poi Spagna (5.234), Italia (2.708), Malta (989), Cipro (363) e Bulgaria (54).
Le nazionalità più rappresentate sono Afghanistan (2.396) Siria (1.393), Bangladesh (440), D.R. Congo (359), Algeria (319), Iraq (288), Costa d’Avorio (283), Sudan (245) e Palestina (219).
Secondo questi dati, le proiezioni statistiche di sbarchi da Marocco, Libia. Tunisia ed Egitto (i trampolini più gettonati dai trafficanti) sono 74.868, escludendo l’incremento tipico che si registra durante i tardo periodi primaverili ed estivi.
Numeri nettamente inferiori, anche arrotando per eccesso ed abbondando, agli sbarchi registrati nel 2019 (123.663), 2018 (141.472), 2017 (185.139), 2016 (373.652), 2015 (1.032.408) e 2014 (224.445).
In Italia il trend è in aumento: a gennaio 2020 gli sbarchi erano 1.275 (+1.073 rispetto all’anno precedente), a febbraio il totale 2.553 (+2.291) ed a marzo 2.738 unità (+2.340).
Questo significa due cose.
Uno: i flussi migratori in Europa attraversano la curva di decrescita ma è una fase transitoria. Le popolazioni africane, se il Covid-19 attecchisce, cercheranno l’approdo in Europa. Con l’ebola sono in molti ad essere scappati davanti al tasso di mortalità alto. Il Coronavirus sarà più devastante, l’esodo sarà di proporzioni bibliche.
L’obiezione “perchè dovrebbero venire da noi se siamo il focolaio?” è un castello di sabbia: noi stiamo piangendo i morti ma abbiamo accesso alle cure, alla battaglia per restare in vita. In Africa non esisteranno terapie intensive, non esisteranno mascherine adatte, non esisteranno posti letto e non esisteranno farmaci adatti: la povera gente morirà. Questo sarà un trampolino, magari irrazionale ma unica soluzione, a spingere a giocarsi la carta flebile della sopravvivenza e salpare il Mediterraneo.
Con tutte le complicazioni più drammatiche che questo comporterà: frontiere africane più inaccessibili, ricatti per varcarle più violenti, pericolo di contagio più ampio.
Due: le politiche comunitarie UE e le singole iniziative degli Stati membri per prevenire gli sbarchi sono fallimentari. Il fenomeno non si restringe stringendo patti con forze paramafiose o con dittatori. E’ stato ampiamente dimostrato. E’ controproducente.
Gli sbarchi diminuiranno soltanto quando l’Occidente interverrà in maniera strutturale e con azione di natura macroeconomica alla (ri)costruzione di un welfare state che consenta ai propri cittadini di non morire per la malaria, il morbillo ed altre malattie comuni.
Diminuiranno quando restare in Eritrea non significherà servizio militare a vita come espediente per diventare schiavi alle mercé del FPDG di Afewerki, quando si smetterà di stringere accordi con Al-Sisi o Erdogan.
Quando si smetterà di dare soldi alla Guardia Costiera libica, colta più volte in fragranza nelle psicopatica veste di trafficante/Guardia. O a quella turca, autrice di speronamenti e manovre killer verso poveri Cristi che tentano di non annegare.
Quando si eviterà di sporcarsi le mani col sangue dei carnefici, facendo così che la cappa della dittatura possa finalmente essere spazzata dal profumo della libertà e di una condizione di vita migliore.

NOTE
1 World Healt Organization,Rapporto sulla situazione – Aggiornato al 20/03/2020 ore 10:27
2 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/il-coronavirus-in-africa-sara-una-strage-annunciata-il-sistema-sanitario-privatizzato-dei-paesi-africani-non-puo-reggere-la-pandemia/
3 Nota del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma 12/03/2020
4 https://www.meltingpot.org/Io-non-ho-sogni-L-accordo-UE-Turchia-genesi-applicazione.html#.XnSoqohKjIU
5 https://www.meltingpot.org/L-Europa-ci-ricasca-663-milioni-ad-Erdogan.html
6 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/mezzo-miliardo-di-euro-ecco-quanto-e-costato-allitalia-mantenere-i-campi-di-tortura-in-libia-negli-ultimi-due-anni/
7 https://dossierlibia.lasciatecientrare.it/un-business-da-423-miloni-di-euro-cosi-la-francia-viola-lembargo-e-vende-armi-alla-libia/
8 https://www.meltingpot.org/Germania-Egitto-un-accordo-disumano.html
9 https://www.meltingpot.org/La-Germania-in-febbraio-ha-sganciato-altri-32-milioni-di.html
10 https://www.meltingpot.org/L-Europa-e-la-sindrome-di-Stoccolma-20-milioni-al-dittatore.html

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