Bruxelles non prolunga le misure restrittive: beni scongelati e libertà di movimento


Il Consiglio europeo ha deciso di non rinnovare le sanzioni a carico di Khalifa Ghwell, ex primo ministro e capo della Difesa del GNC (Congresso Nazionale Generale): revoca delle misure restrittive adottate nel 2016 (PESC 2020/1137) che comportavano il congelamento dei beni ed il divieto di viaggio.
La conferma delle “sanzioni” può essere adottata entro il due aprile, ma Bruxelles non le rinnoverà: sarà libertà.
Khalifa Ghwell non è una persona qualunque: è stato prima il vice di Omar al-Hassi, poi il primo ministro del GNC.
Ha promosso la coalizione di sangue “Libya Dawn” supportata da Qatar e Turchia, di fatto primo vagito per la nascita della colonizzazione della Libia da parte di Erdogan.
Accanto a loro i conservatori di Misurata e il gruppo armato Ansar al-Sharia. Quest’ultimo, supporter del Governo dell’accoppiata al-Hassi – Ghwell, è un gruppo jihadista autore peraltro dell’attacco terroristico contro l’ambasciata americana a Bengasi nel 2012. Il suo leader, il terrorista al-Zahawi, ha combattuto per la caduta di Gheddafi.
Da vice diventa capo del Governo GNC nel 2015: arriva fino a Tripoli, scontrandosi con il designato ONU Al-Sarraj. Non viene mai riconosciuto dalle Nazioni Unite, dichiara incostituzionali le elezioni, rifiuta il quadro di pace sponsorizzato dalla comunità internazionale, non pone la firma sull’accordo e definisce illegittimo il processo.
Khalifa Ghwell è un golpista, di fatto.
Nel 2015 sostiene il “Fronte della fermezza”, ossia sette brigate con il compito di contrastare un Governo di unità nazionale a Tripoli. Un anno dopo ordina l’arresto di qualsiasi persona appartenente al Governo di intesa nazionale sostenuto dall’ONU: tenta un colpo di Stato insieme a Sadiq assaltando la sede del Consiglio di Stato, presso l’Hotel Rixos di Tripoli.
Siamo nel 2016 e Ghwell ritorna a Misurata.
Nel 2017 ordina ai miliziani di assaltare ed occupare gli uffici della Difesa, della Giustizia e dell’Economia siti a Tripoli. L’attacco fallisce, il fronte si ritira verso Tarhouna e Sabratha con le barche. Mentre arrivano anche a Zawia, dove portano con sé armi e munizioni.
Ghwell oggi pare sia a Misurata, ad esercitare ancora forte influenza, nella città dove i turchi passano indisturbati con i carichi di armi.
E’ lecito domandarsi come può l’UE depennare dall’elenco delle sanzioni Khalifa Ghwell, che nella controversa situazione libica piena di governatori sanguinari e civili innocenti ammazzati, ha avuto un ruolo di primo piano nel propagarsi della guerra civile e delle stragi. Il colonnello dei colpi di stato, delle alleanze con gli jihadisti di Ansar al-Sharia, dei massacri.
Il due aprile Ghwell avrà i beni scongelati: viene da chiedersi quanti milioni siano sparsi, di quanti milioni potrà nuovamente riappropriarsi ed utilizzare per gli armamenti, per destabilizzare il fragilissimo equilibrio tripolitano.
Perché Ghwell, la storia libica insegna, vuole il potere e non starà dormiente ancora a lungo: il nuovo accesso ai soldi è un errore, perché il denaro può essere investito per ricreare un fronte antigovernativo armato.
Purtroppo la decisione è un prolungamento di quanto avvenuto ad ottobre del 2020 quando sono stati depennati dall’elenco delle sanzioni anche Nuri Busahmein, Presidente del GNC tra il 2013 ed il 2014. Ed Aguila Saleh Issa, presidente della camera dei rappresentanti presso Tobruk.
Bruxelles dovrebbe prolungare le sanzioni, ma tra il silenzio generale sembra sia iniziata la stagione dei condoni.

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