Negli ultimi cinque anni, almeno 6 mila e 600 migrati sono stati ammazzati mentre tentavano di attraversare il Sahara. Lo riferisce l’International Organization for Migration (Iom) che ha parlato di vero e proprio “record” di morti calcolato, per di più, in forte difetto. Infatti, riporta l’agenzia di stampa The Libyan Address, “questi numeri sono solo la punta dell’iceberg” e  “rappresentano solo una piccola parte del vero numero di morti di persone in movimento dall’Africa”. Solo quest’anno che va a concludersi, gli osservatori hanno documentato mille e 400 migrati uccisi. La maggior parte di questi sono morti nel sud della Libia, ma anche nelle regioni settentrionale del Niger e del Sudan. Fame, disidratazione, percosse e abusi fisici, malattie e mancanza di medicinali sono le principali cose dei decessi. 

Il portavoce dell’IOM, Joel Millman, ha denunciato come le rotte migratorie siano saldamente controllate da bande di trafficanti di esseri umani, che gestiscono come “merce” i migranti dall’africa nera. Tra loro, ci sono anche donne e bambini. Tutto questo nell’indifferenza se non con la complicità delle truppe regolari. Chi riesce a sopravvivere, rimane comunque vittima di traumi fisici e psichici che lo segneranno per tutta la vita. E’ questa la gente che finisce nei lager libici e che viene abbandonata in mare dalla Comunità Europea. 

Riccardo Bottazzo