Escrementi, spazzatura, un solo pasto al giorno, malattie e corpi lasciati nei frigoriferi: benvenuti nel carcere di Zintan, in Libia dove in questi mesi sono morte oltre 20 persone

di  Fabio Giuffrida – Sarebbero oltre 20 i migranti morti di fame e sete dopo essere stati rinchiusi per mesi, in centinaia, in un hangar (una sorta di capannone, ndr) nel deserto della Libia occidentale, a Zintan, tra spazzatura ed escrementi, senza alcun rispetto dei diritti umani, come rende noto l’agenzia di stampa AP News.

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Per i migranti «solo un pasto al giorno»

A parlare sono i sopravvissuti e i loro avvocati che accusano le agenzie umanitarie dell’Onu di aver «chiuso un occhio» o di aver «risposto con troppa lentezza» alle richieste di aiuto. L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati, Unhcr, ha negato le accuse, spiegando di non aver potuto accedere a certe parti del centro di Zintan, gestito da milizie libiche.

Secondo alcune testimonianze, infatti, ai detenuti nel carcere di Zintan sarebbe stato dato un solo pasto al giorno e appena un paio di secchi d’acqua da dividere fra tutti. La loro dignità sarebbe stata calpestata nell’indifferenza generale nonostante le denunce pubbliche, come mostrano alcuni video pubblicati da Channel 4 in Gran Bretagna.

Secondo AP, ci sarebbe stato del disaccordo circa le condizioni del centro tra l’Unhcr, altre agenzie e un’Ong – che lavora per conto dell’Unhcr – che avrebbe negato la mancanza di cibo, pur precisando di non aver potuto vedere la maggioranza dei migranti detenuti in quella struttura.

Condizioni disumane a Zintan

Centinaia – «700» per AP – gli africani detenuti nel centro di detenzione di Zintan, in maggioranza di nazionalità eritrea. Inizialmente sarebbero stati tenuti in un hangar, poi trasferiti in due strutture più piccole ma sempre in condizioni critiche.

Alcuni di loro sarebbero stati sottoposti a punizionicorporali dai gestori del centro e lasciati senza cibo né acqua per giorni. Medici senza frontiere ha confermato di aver trovato alcuni migranti fortemente malnutriti.

Ventidue di loro, secondo i resoconti dei sopravvissuti, sono morti a Zintan da settembre ad oggi: i loro corpi sarebbero stati lasciati in frigoriferi o stanze con l’aria condizionata, come riporta AP. Moltissimi i malati, affetti soprattutto da tubercolosi.

Tratto da Open