La prima operazione dei libici è avvenuta a 65 miglia a nord di Al Khoms, poi è stato fermato un secondo gommone. In totale sono circa 180 i migranti riportati in Libia: “La cattura di persone in fuga da guerra, riportandole in zona di conflitto, è una violazione di tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani”, denuncia la ong

di F. Q. –Due imbarcazioni con a bordo circa 180 migranti sono state bloccate dalla Guardia costiera libica mentre si dirigevano verso Lampedusa. È la denuncia della ong Mediterranea Saving Humans in pattugliamento e monitoraggio dalla Mare Jonio. Per l’organizzazione non governativa si tratta di una “operazione di cattura e deportazione in zona di guerra” di 80 persone, in riferimento allo stop al primo gommone al quale – secondo Repubblica – ne è seguito un secondo.

La prima operazione dei libici è avvenuta, continua la ong, a 65 miglia a nord di Al Khoms. Lì la motovedetta Sabratah 654, “appartenente alla cosiddetta Guardia costiera libica”, ha effettuato l’operazione tra le 18.30 e le 19.00 di giovedì: “Una assoluta violazione di tutte le convenzioni internazionali sui diritti umani, la cattura di persone in fuga da guerra e riportate in zona di conflitto”, aggiunge Mediterranea.

“Il crimine è stato compiuto sotto osservazione e con comunicazioni tramite canale Vhf, di un aereo di Malta Air Force ‘AS1126’, che ora sta sorvolando una seconda imbarcazione di colore rosso con 100 persone che tentano di fuggire dalla Libia. Mare Jonio – comunica Mediterranea – oltre ad aver informato le autorità italiane, si sta dirigendo sulle coordinate dell’imbarcazione, e ha chiesto istruzioni a Mrcc Italia, facendo presente il divieto di deportare in zona di guerra i profughi. I libici si stanno dirigendo anche sulla seconda imbarcazione, mentre l’aereo militare maltese si sta ritirando”. Anche questa seconda operazione, stando a quanto riferisce Repubblica, è poi stata effettuata.

Tratto da Il Fatto Quotidiano