Nel quartiere Grigaras di Tripoli a dettare legge sono gli Asma Boys, i predoni in armi che sequestrano e vendono i migranti

di Salvatore Palagreco – Non solo venduti come schiavi, ma segregati, ricattati, torturati, ammazzati nel quartiere dell’orrore, a Tripoli: Grigaras, dove si trovano le prigioni e le stanze delle torture. A pochi metri dal fortino di El Sarray, il Presidente legittimato dalle Nazioni Unite e sostenuto dall’Italia e l’Europa, c’è un esercito di predoni in armi che non ha bandiera. O meglio ne ha una solo, e non sventola, quella degli Asma Boys, che significa “ragazzi molto amici”.
Il video, di modesta qualità, che vi mostriamo è la testimonianza dell’orrore libico: un uomo ed una donna escono da un buco e vengono rifocillati. Probabilmente sono arrivati i soldi. Sono stati “murati” vivi, in attesa del riscatto, pagato dai familiari. Saranno messi in mare sui gommoni, l’odissea non è finita. Hanno chiamato i familiari con il cellulare e implorato il pagamento della nuova tangente “in loco”. Se non fosse stato pagato il riscatto sarebbe stati lasciati nel loro buco, murato, a morire. E’ questa la novità, infatti, i congiunti dei trafficanti sono talvolta complici: sono loro ad incassare il riscatto e dare il nulla osta. Le polizie dei paesi di provenienza avrebbero però escluso le complicità locali. E non si capisce per quale ragione, visto che c’è la prova della dazione. 
I filmati della Cnn, che tanto scalpore e indignazione hanno provocato, sono niente rispetto ai video che ci vengono mostrati. Degli Asma Boys si parla poco o niente. Ed è un mistero. E’ l’Isis a far paura, per via degli attentati. Ed AlQaeda, che mantiene in piedi l’arcipelago del terrore. Gli Asma Boys sono fantasmi per le cronache. Ma sono loro che hanno il potere, sono loro che impediscono alla Libia di ritornare a vivere. Controllano uno dei quartieri di Tripoli, Grigaras, sotto gli occhi di Fāyez al-Sarrāj, il presidente legittimato dalle Nazioni Unite, che hanno il loro quartiere generale. E’ da lì che ricattano, torturano, ammazzano, violentano, nel cuore politico pulsante della Libia. E’ un altro mistero.

A pochi passi da Grigaras ci sono i luoghi di produzione e distribuzione di petrolio e gas che arrivano anche in Italia. E ci fanno comodo. Sono presidiati, inattaccabili.Gli Asma Boys vivono e lasciano vivere. Un patto scellerato sotto banco? C’è chi non lo esclude, ma è una “pista” sbagliata. L’esercito dei predoni tiene in scacco anche l’Onu.

Gli Asma Boys non si inventano una religione per giustificare la loro crudeltà. Perché ne hanno una sola di religione, i soldi. E’ un esercito reclutato pochi anni or sono con giovani libici da un capo che ne avrebbe voluto fare l’avanguardia della nuova nazione. Ammazzato il promotore,gli Asma Boys si sono trovati senza obiettivi, senza capo e senza ragioni per esistere. Oggi hanno in mano il traffico dei migranti, controllano il territorio, e si comportano come una mafia crudele e senza rivali e senza scrupoli, eredi dei mitici predoni saraceni.
Chi ha raccolto le confessioni dei disperati usciti dall’inferno di Grageras e approdati sulle coste siciliane – è la nostra fonte – spiega che i rimpatri hanno fatto alzare il prezzo della “merce” e i predoni sono diventati ancora più feroci con le loro vittime allo scopo di tenere alti i profitti.
I misteri sono tanti. Dagli Asma Boys che continuano a fare quel che vogliono in Libia, alla capitale “legittima” della Libia, Tripoli, che ospita la milizia più feroce e bene armata dell’Africa, a distanza di qualche chilometro le intoccabili fonti energetiche (petrolio e gas).
All’Italia è stata data la “croce” di contenere il traffico degli esseri umani da un’Europa miope, egoista, disumana, e dall’Onu, sempre più evanescente, se non addirittura dolosamente colpevole. Gli Asma boys, aguzzini senza pietà, non temono né l’Onu, né l’Europa, né l’Italia. Ci vorrebbero gli scarponi sul terreno, ma…

Questo articolo è stato pubblicato su Siciliainformazioni.com a firma di Salvatore Palagreco e mostra il video degli orrori in uno dei tanti lager della Libia.