Un altro attacco jihadista in Niger. Un altro bilancio pesantissimo di vittime. Sono 137 le vittime di tre attacchi compiuti domenica 21 marzo ad altrettanti villaggi della regione di Tahoua, nel sud del Paese. Si tratta del più feroce massacro di civili inermi mai compiuto in Niger. Il modus operandi è sempre lo stesso e ricalca altri cruenti eccidi compiuti dagli integralisti all’inizio di quest’anno: un gruppo di motociclisti piomba nel villaggio sparando all’impazzata a uomini, donne e bambini col solo intento di fare più vittime possibili, e poi si dileguano. 

Il Niger, uno dei Paesi più poveri del mondo, non mostra nessuna capacità di reazione. Intere province oramai sono in mano a varie formazioni integraliste provenienti dal Ciad ad est, o dal Mali ad Ovest, mentre il sud del Paese è praticamente controllato dalle milizie di Boko Haram e alle frontiere occidentali premono migliaia di profughi provenienti da un Burkina Faso, anch’esso sotto attacco dal terrorismo islamista. Terrorismo che, come per il Niger, ha preso come obiettivo i villaggi più poveri ed indifesi. 

Intere aree del Paese sembrano oramai in mano agli integralisti, così come la stessa città di Tahoua, un tempo crocevia commerciale tra i pastori tuareg del nord e i popoli del sud dediti all’agricoltura. 

Le recenti, contestatissime elezioni, hanno visto la vittoria dell’uomo forte del Paese, Mohamed Bazoum. Inutile il ricorso alla Corte Costituzionale dell’avversario  Mahamane Ousmane. Inutili le protesta di piazza che hanno causato almeno due morti e migliaia di arresti. 

Il Paese sud sahariano rimane nel caos. La popolazione rurale, per sfuggire alla violenza di Boko Haram ed ai suoi “posti di blocco” nelle strade locali, dove è sicuro essere fermati e derubati ma è molto meno sicuro sopravvivere, si sta spostando a ridosso delle grandi città: abbandonando i terreni agricoli e rinunciando all’unica  forme di sussistenza a disposizione della povera gente che si vota alla fame. Un futuro incerto ma comunque preferibile ad una morte violenta per mano dei terroristi di Boko Haram, i cui raid in motocicletta sono sempre più frequenti e sanguinosi. Ad inizio gennaio a Tschomabangou si contarono almeno 79, a Zaroumadareye 30. Adesso è toccato a Tahoua: 137 assassinati. Il totale di morti di quest’anno, contando solo queste stragi, è di 246. E se non è una guerra questa…

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