Sulla nave spagnola restano bloccate altre 305 persone.  Salvini: “I porti italiani sono chiusi”. La risposta della Ong: “Ministro, i tuoi figli si vergogneranno di te


di ALESSANDRA ZINITI – ROMA – E’ nato su una spiaggia libica mercoledi e dopo due ore avvolto in un fagotto dalla mamma è salito con lei su un gommone. C’e’ anche questo neonato di due giorni sulla nave umanitariaOpen Arms che, tornata nel Mediterraneo per una missione di soccorso nella settimana di Natale, ha preso a bordo 311 persone da tre imbarcazioni diverse alla deriva salvate nel giro di 12 ore nel tratto di mare di fronte Al Khoms, ad est di Tripoli. Oggi il piccolo  e la madre sono stati evacuati, accolti a Malta, ma per gi altri migranti non c’è stato nulla da fare.

“La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 300 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta (dopo aver fatto sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no. La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita”. Cosi ha twittato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Secca la risposta della Ong spagnola: “Matteo Salvini, la tua retorica e il tuo messaggio, come tutto in questa vita finirà. Però sappi che tra qualche decennio i tuoi discendenti si vergogneranno di ciò che fai e che dici. Con più di 300 persone a bordo, Open Arms non ha porto di attracco e Malta nega anche l’approvvigionamento” ha denunciato Oscar Camps.

E mentre padre Alex Zanotelli si scaglia contro Salvini ricordandogli che “è un sacrilegio chiudere i porti a Natale”, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli scrive: “Sul caso #OpenArms l’Italia non ha coordinato i soccorsi in acque Sar libiche, esattamente come non lo hanno fatto Francia, Spagna o altri. Allora cosa vuole fare la Ue? Serve una risposta dell’intera Europa all’emergenza #migranti”.

Sulla nave con tanti bambini e donne incinte restano dunque gli altri migranti: “L’odissea non finisce qua – dice Oscar Camps, fondatore di Proactiva –  Nel Mediterraneo non c’e’ Natale, come è evidente si continua a partire”. La Open Arms  a questo punto comincerà l’ormai consueto braccio di ferro alla ricerca di un porto dove sbarcare i migranti soccorsi.

Dopo i 300 soccorsi da Open Arms, altri 33 migranti sono stati salvati al largo della Libia da SeaWatch, un’altra delle Ong che ha ancora navi nel Mediterraneo centrale. “SeaWatch ha appena concluso il soccorso di 33 persone in difficoltà” scrive la Ong su Twitter chiedendo un “porto sicuro per loro e per le 317 persone a bordo di Open Arms”.

Tratto da La Repubblica