Un attacco terroristico ha causato una strage tra gli abitanti di due villaggi del Niger orientale, ai confini col Mali: Tchombangou e Zarmou. Quest’ultimo villaggio sarebbe stato letteralmente dato alle fiamme dai jihadisti provenienti dal Mali. Secondo una stima dell’attivista tuareg per i diritti umani Alassane Bilalane Dallo, i morti sarebbero circa 120, oltre ad un numero non precisato di feriti. La stima non è ancora stata confermata dal Governo ma a giudicare dal video inviato a Dossier Libia allo stesso Alassane, girato al momento della sepoltura dei corpi, la notizia non dovrebbe essere troppo distante dal vero.

Quest’ultimo sanguinoso attacco dimostra ancora una volta la pericolosa situazione in cui è precipitato il Niger, preso di mira da aderenti allo Stato Islamico sia da ovest, ai confini con Burkina Faso, che da est, alla frontiera col Mali. Una situazione alla quale il Governo di Niamey non riesce a porre rimedio e l’Europa non può, o non vuole, intervenire anche se nel Paese sono dislocate ingenti forze francesi, sopratutto a nord per scoraggiare le migrazioni verso il Mediterraneo e “difendere” le aree minerarie che, evidentemente, contano più della vita delle persone.

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